OLTRE LA VELOCITA’ DELLA LUCE

OLTRE LA VELOCITA’ DELLA LUCE

Lorenzo Romano
Roma, 15 aprile 2025


PREMESSA
Quanto segue non è un racconto di fantascienza, né esoterico ma è semplicemente il resoconto di alcune particolari esperienze in tema di modificazioni dello spazio tempo.

PROLOGO

Sono passati tantissimi anni da quando nel lontano 1950, durante un simposio con alcuni amici studenti di medicina, illustrai loro la sequenza di una reazione nucleare a catena, raccontando di un filmato che sarà trasmesso da una TV privata solo un paio di lustri più tardi!

In quegli anni era difficile reperire informazioni di fisica nucleare, anche se già nel 1939 Leo Szilard ne enunciò i principi di base che, in collaborazione con Enrico Fermi, ne portarono a realizzare un prototipo funzionante, definito in seguito ”reattore nucleare”..

Era una tecnologia importante e tutto ben tenuto in gran segreto per via delle due terrificanti esplosioni nucleari avvenute a chiusura della II Guerra Mondiale. Un pericoloso segreto che era meglio mantenere tale almeno fin quando le principali nazioni concordassero un trattato per il bando di queste pericolose armi ”strategiche”.

E così, anni dopo ebbi occasione di vedere il filmato di cui ho accennato prima, su un televisore in bianco e nero, ovvero la stessa animazione con la quale descrissi il fenomeno agli amici.

Insomma, fu un evento straordinario, un chiaro spostamento nello spazio e nel tempo, il tutto dei pochi minuti con i quali descrissi la reazione a catena agli amici. Prima non avevo mai letto nulla in merito alla tecnologia nucleare ed è un ricordo della cui genesi chiarirò nelle righe che qui seguono.

Non smisi di censire fenomeni di questo tipo di veggenza e li ho condensati nel mio libro “Da Caos alla Metafisica” non ancora pubblicato perché alla chiusura manca un ultimo importante capitolo.

Analizzando lo spostamento immateriale nello spazio e nel tempo di cui ho scritto prima, risulta evidente che è possibile superare la velocità della luce e quindi è possibile spostarsi nel tempo e nello spazio seppure per i brevissimi istanti sufficienti per acquisire talune informazioni e poi portarle nella realtà attuale.

Qualcuno potrebbe dire che si tratta di visoni oniriche, può dire ciò che vuole ma i passaggi son fin troppo coerenti con la realtà e non è solo il primo evento di cui sono stato interessato. Una previsione eccezionale è addirittura testimoniata dallo Stato italiano, dall’ufficio brevetti!

In effetti brevettai un dispositivo di stampa (oggi stampante laser) dopo aver “visto” un disegno che rintracciai circa 15 anni dopo su una rivista americana.

All’epoca non credevo possibile realizzare tale dispositivo, comunque lo brevettai e anni dopo ottenni il riconoscimento da parte di un’azienda interessata a svilupparlo.

A questo punto diviene indispensabile cercare di capire cosa sottintende tale situazione che non oserei definire “paranormale” in quanto sembrerebbe fattibile a umani e ad animali!

Dunque, spostamento nel tempo?

Sì ed è giustificato dal numero degli anni trascorsi dalla registrazione dell’evento al suo verificarsi.

Spostamento nello spazio?
Si perché la rivista americana fu stampata negli Stati Uniti. Tra le migliaia di riviste stampate ovunque, io cercai proprio “quella” rivista (NdR “EDN” Electrical Design News) perché “sapevo” che il disegno era lì!

ANALISI:
Ciò CONFUTA l’affermazione che un fotone il quale porta con sé la massima velocità possibile, debba necessariamente essere privo di massa perché esiste qualcosa che è più veloce della luce ed è in grado di spostarsi ovunque, indipendentemente dal luogo ove si genera l’evento.

Abbattere le barriere fisiche dello spazio è banalmente possibile ma risulta abbastanza difficile infrangere le barriere del tempo e soprattutto farlo con mezzi meccanici: praticamente è impossibile almeno con le tecnologie attuali.

Possiamo comprendere facilmente come disponendo di un mezzo velocissimo è possibile spostarsi tra due continenti in una frazione di secondo ma lo spostamento nel tempo?

A mio avviso: spostarsi nel tempo significa poter alterare la staticità dell’intero Universo qualora si interagisca con una realtà remota o futura: ci sarebbe un cambiamento eccessivo che porterebbe a un futuro differente per tutto l’esistente, col limite relativo in funzione dell’entità manipolata.

Cosicché se in un futuro lontano qualcuno decidesse di deviare l’asteroide che 68 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri, probabilmente l’umano non avrebbe mai avuto luogo e noi non saremmo qui a parlarne!

Certo, un evento di questo tipo di accadimento sulla Terra verrebbe facilmente ammortizzato dall’enorme massa dell’intero Universo ma chissà se sarà proprio l’intervento umano un giorno, quando l’energia che sostiene le stelle sarà esaurita dappertutto, a riaccenderla e/o a tenerle in vita?!

Comunque, il risultato dello spostamento spazio-tempo nei due eventi accennati è indubbiamente una realtà ma come giustificarlo?

Ho perso molto tempo a descrivere sui “social network” – quindi confrontandomi con centinaia di persone – che la “velocità della luce” non è la massima ma vale soltanto per l’attuale sensibilità umana.
Suggerii con insistenza di discutere di una congettura un po’ innovativa: superando la velocità critica dei fotoni si entra in una zona dell’Universo che ancora non comprendiamo perché è difficile accedervi con gli attuali mezzi meccanici (quantistici o meno!).

Nei film di fantascienza questa zona è spesso è chiamata “iperspazio”, dal nome creato nel nel 1867 dal matematico Arthur Cayley, il quale definì tale “uno spazio geometrico con dimensioni superiori a 3”. Non di recente abbiamo aggiunto la quarta dimensione, cioè il tempo.
(NdR Il matematico – scrittore Lewis Carrol nel suo “Alice nel mondo delle meraviglie” inventò un’armata bidimensionale ed il romanzo è significativamente coerente con quanto qui scritto!)

Nella mia congettura, lo spazio è adimensionale sia in senso di estensione superiore, sia in senso di estensione inferiore. Ovunque, qualsiasi dimensione è sempre zero e solo in questo modo è possibile viaggiare nello spazio e nel tempo!

Lo spazio in cui i nostri sensi funzionano vale solo se è ad almeno a quattro dimensioni e non siamo in grado, tranne qualche eccezione, di entrare nell’iperspazio, ovvero dovremmo smaterializzarci per essere adimensionali e quindi resi compatibili con l’iperspazio!.

Immaginiamo un sommergibile che si immerge nell’istante I nel punto geografico P, percorre un centinaio di chilometri a velocità maggiore della luce e poi ritorna al punto P. Per quanto fin qui scritto l’equipaggio porterà con sé i ricordi del viaggio ma nessuno del mondo reale sarà a conoscenza di cosa è avvenuto nel frattempo, tanto meno ne sarà influenzato, perché la sensibilità umana non è tale da permetterne la contemporanea cognizione!

Avrà conoscenza solo di tutto ciò che è fuori dall’acqua ma non vedrà quanto e cosa avviene lì sotto ma i “ricordi” di ciò che è avvenuto proprio lì sotto, potranno essere trasferiti nel mondo di superficie o, per quanto postulato, fuori dall’iperspazio

Il cervello animale – quindi anche quello umano – è in grado di fare “lavori” che vanno dai movimenti fisici fino all’immaginazione di tipo cosciente o onirica. Sembrerebbe che questi due tipi di lavoro, più spesso sono alternativi, comunque influenzano la vita fisica di un soggetto

Ad esempio, un pittore artistico guida la sua mano sulla base di una immagine virtuale mentale che non sarà mai l’equivalente di una fotografia elettronica o su emulsione sensibile. Sarà sempre differente perché l’Artista consciamente o inconsciamente vi aggiunge del suo, dettato dalla sua cultura e sensibilità e ciò è particolarmente evidente nella scelta dei colori.

Il cervello umano elabora milioni di informazioni istante dopo istante e non è possibile dare un valore parametrico alla cosiddetta “velocità del pensiero” in grado di far saltare in un attimo immagini da un punto all’altro dell’Universo, o più semplicemente nello stretto intorno di un soggetto.

E’ questo il lavoro quotidiano compiuto regolarmente nell’iperspazio senza che ce ne sia coscienza, eppure gli effetti li ritroviamo materializzati in questo mondo materiale dove tutto funziona a velocità inferiore a quella della luce!

Commento della Redazione:

Accogliamo con piacere questo interessante articolo inviato dal giornalista Lorenzo Romano, che invita a riflettere su importanti temi scientifici, ma ce ne dissociamo per quanto riguarda il suo contenuto, ritenuto non del tutto in linea con la rivista Palermoparla.

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