Viaggio di Leone XIV in Africa

Il papa è andato là dove si costruisce il futuro del mondo

Il viaggio del papa si è appena concluso, ma come mai, tra tanti possibili luoghi dove si sarebbe potuto recare, la sua scelta è caduta proprio su alcuni paesi africani? L’obiettivo principale di Leone sembra sia stato incontrare i fedeli cattolici proprio nel continente dove il cattolicesimo si sta diffondendo più rapidamente. Basti dire che a Douala, in Camerun, papa Leone ha celebrato una messa in uno stadio in cui c’erano 120mila persone.

Anche in Angola, alle messe pubbliche in cui il pontefice ha officiato usando la lingua locale, il portoghese, hanno partecipato decine di migliaia di persone. Invece, in Camerun e in Algeria Leone ha parlato in inglese e in francese.

Il papa, in realtà, ha voluto soprattutto lanciare al mondo un messaggio di pace e di speranza proprio in un momento in cui se ne sente particolarmente il bisogno. Ha fatto, ad esempio, riferimento alla guerra in Medio Oriente e ha parlato del cessate il fuoco in Libano, in vigore da alcuni giorni, come di un «motivo di speranza», incoraggiando così il lavoro della diplomazia affinché la fine delle ostilità in tutto il territorio diventi permanente.

I cattolici africani sono quasi 300 milioni e rappresentano più di un quinto di tutti i fedeli nel mondo, in un secolo sono passati da uno a trecento milioni. Nei quattro paesi visitati dal papa, oltre al cattolicesimo, sono, però, diffuse anche altre religioni, tra cui l’islamismo e il cristianesimo evangelico, perciò il papa ha voluto incontrare personalmente gli esponenti religiosi delle altre confessioni per testimoniare la volontà di dialogo ecumenico e di fratellanza dei cattolici con tutti i popoli della terra. In Algeria, un paese mai visitato dai papi che lo hanno preceduto, Leone XIV si è recato nell’antica Ippona, la città dov’era vissuto a lungo Sant’Agostino, compiendo così anche un gesto simbolico di pacificazione con la cultura islamica particolarmente presente in questo paese. 

L’Africa è un continente in crescita, un territorio ricco di risorse naturali e di opportunità, ma purtroppo devastato da conflitti etnici e religiosi, crudelmente sfruttato da affaristi senza scrupoli e da governi corrotti. Il papa, proprio in quei territori e davanti ai loro esponenti politici, ha parlato con coraggio della necessità di agire con giustizia e umanità, di operare un cambiamento per consentire ai popoli del continente di vivere in pace e di prosperare senza sfruttamento o violenza.

Visitando santuari, luoghi di comunità, carceri, il pontefice ha testimoniato con la sua presenza la carità cristiana che si rivolge a tutti e non solo a pochi predestinati, ma ci sembra necessario anche aggiungere che il suo pellegrinaggio è servito a mostrare al mondo le tante opere realizzate nei paesi africani da chi , nel tempo, si è messo in cammino sulle orme di Cristo.

Leone XIV, nel corso del suo viaggio, ha anche messo in guardia chi pensa di risolvere le proprie difficoltà fuggendo dal proprio paese per recarsi in Europa: spesso, infatti, questi viaggi della speranza si tramutano in rischi e tragedie.

La grandezza di questo papa si dimostra nel suo equilibrio e nella sua saggezza. Se, da una parte, infatti, ammonisce i popoli europei sul dovere di accogliere i migranti con umanità, rispettandone la dignità, dall’altro, mette pure l’accento sulla necessità che i paesi africani crescano da un punto di vista sociale e culturale, per cui rivolge un invito ai giovani affinché restino nella propria terra per realizzare quello sviluppo e quel miglioramento lungamente atteso dai loro popoli. 

Articoli correlati