Ancora una volta la politica del presidente americano, a dispetto della narrazione del mainstream, si dimostra vincente
Da tutte le nazioni del mondo, da tutte le formazioni politiche si sta alzando un coro di approvazione per la sospirata pace a Gaza, da tanto tempo invocata e finalmente (forse) raggiunta.
Ed ora, dopo quello che sembra quasi un miracolo, a levarsi, tra la gente, è una voce che ricorre sempre più spesso: “Ma allora Trump non era quel mostro di cui tanto si parlava? Non era quel politico dannoso e inconcludente da sbeffeggiare da mattina a sera? Evidentemente siamo stati ingannati.”
La bella notizia è che ad essere contenti siano in tanti, sia da parte israeliana che da parte araba e persino da Hamas, ma c’è ancora chi si dilunga a parlare di ingiustizie, di rischi, di complotti, chi sostiene che una pace ingiusta non va mai accettata.
Sanno, però, costoro che cosa comportano tanti sospetti e diffidenze (pur comprensibili)?
La continuazione all’infinito di un conflitto che, da anni, semina morte e distruzione. Qualcuno, poi, può ritenere, in buona fede, che esistano paci giuste? Che sia possibile costruire un mondo perfetto e che ci sia qualche ideologia o formazione politica in grado di ottenerlo?
A noi sembra, piuttosto, che l’essere umano passi da un errore a un altro, spesso anche in buona fede. L’aspirazione a un mondo perfetto è forse più pericolosa di quella ad un mondo imperfetto, ma in qualche modo funzionante (vedi pragmatismo contro idealismo).
I totalitarismi novecenteschi sono figli di queste convinzioni, anche se – va detto – neppure le democrazie rispondono in pieno alle aspettative di chi vorrebbe una maggiore giustizia ed equità sociale, ma almeno lasciano degli spazi di libertà.
Il cammino verso la civiltà è lungo e pieno di spine.
Ci sembra che l’unica risposta possibile provenga dal cristianesimo.
Nel marasma della guerra a Gaza, la Chiesa cattolica, il papa Leone XIV, il cardinale Pizzaballa, i sacerdoti, i medici, i volontari, insomma coloro che hanno collaborato per portare aiuto e sollievo a una popolazione martoriata sono gli eroi da elogiare, gli autori silenziosi di tanti atti di amore, di coraggio e di impegno sociale.
Crediamo che il rosario recitato alla Madonna, giorno per giorno, da tanti cristiani in ogni parte del mondo abbia prodotto i suoi effetti e potrà produrli – presto – anche in Ucraina.
La pace si costruisce attraverso il perdono delle offese ricevute e tramite la collaborazione internazionale, lo studio e il lavoro costante. Ricette facili non ne esistono.
Preghiamo che il Signore ci assista in questa fase della storia e porti a compimento una grande opera iniziata dall’uomo.
Beati gli uomini di buona volontà.
Lydia Gaziano Scargiali







