Forse, per ‘sbloccare’ l’impasse morale che in questo momento storico caratterizza la vita sociale bisogna smentire le teorie sulla supposta carenza di risorse sul pianeta, intesa come attuale o imminente.
Sui motivi – che sono soprattutto di natura psichica – del diffondersi di tali ‘paure’ che ripropongono quelle ancestrali di fronte alla potenza degli eventi maturali, delle catastrofi e dello stesso sopravvivere del ‘cosmo’ alla morte individuale, ci soffermeremo lungo il discorso e alla fine…
Non c’ dubbio che il coronavirus, se tanti fastidi ha dato e tanti danni ha provocato, abbia anche sturato il ‘vaso di Pandora’ che conteneva il grande malaffare e un aspetto allarmante della malasanità internazionale. Ma – più ‘terra-terra’ – ha rivelato la scarsa cultura che corre dai governanti ai governati. Ne è una prova l’uso delle mascherine portato fino ad eccessi ridicoli: sono diventate una sorta di ‘amuleto‘, portato appresso per scongiurare il morbo…
Ma i virus (tutti i virus) non ‘volano‘ che per pochissime decine di centimetri, nel caso in cui il malato o il portatore sano tossiscano o starnutino. Vivono solo all’interno della cellula vivente. La possibilità del contagio dipende chiaramente dalla stretta vicinanza dell’untore e del contagiato: goccioline di liquido organico devono raggiungere il liquido organico trasferendosi dall’uno all’altro. Quindi giungere negli occhi (che le mascherine lasciano scoperti), oppure nel naso o nella bocca.
Si è convinta la gente ( molti si sono lasciati convincere) a pulire febbrilmente le superfici, sulla stragrande maggioranza delle quali (quelle lisce,asciutte e pulite) la ‘durata’ del virus è di meno di 5, al massimo 10 minuti. Le superfici di casa – maniglie comprese – sono sicuramente esenti da virus!
Il sole, l’acqua, specie l’acqua di mare, sono la tomba immediata dei virus. Di tutti i virus. Né quello ‘Corona’ può essere molto differente dagli altri!
Ma una ‘società civile‘che si lascia ‘esorcizzare‘ da tante ‘strampalate‘ comunicazioni può essere convinta di ‘tutto‘. Evidentemente la cultura, la logica la capacità di giudizio sono rare: una verta eccezione.
Così è facile per chi manovra l’informazione – la mainstream mediatica – e la stessa ‘cultura’ spaccare per ‘scientifici’ i timori sulla scarsità delle risorse naturali che -come il petrolio, dato in esaurimento già mezzo secolo fa e oltre, è talmente abbondante ancora in natura da essere questa ‘presenza’ motivo di ‘freno’ allo sviluppo di ‘altre energie’.
Basti fare l’esempio dell’idrogeno che risolverebbe in tempi record tutto il problema energetico.
Problemi di così grandi dimensioni – però – rendono …finché esistono. Si pensi allo smaltimento rifiuti. Quanto rende, purché non si ricorra – adducendo motivi fasulli – ai termovalorizzatori: raccolta, trasporto, appalti. Una vera ‘filiera’ che verrebbe meno, usando l’idrogeno (che muove già i sottomarini), ovvero costruendo delle centri geotermiche in prossimità dei vulcani: l’Italia stessa ha realizzato per conto degli Stati Unitila centrale geotermica più grande del mondo in Nevada. Del resto, già prima della guerra, l’Italia è stata la prima a sperimentarla a Larderello, dove la centrale geotermica tutt’oggi ‘funziona’. La Sicilia con una centrale nell’Etna si affrancherebbe da ogni bisogno energetico!
Questa è scienza. Non lo è spacciare per un dato scientifico che il cambiamento climatico – seppure è in atto – dipenda dalle emissioni industriali. Il clima è sempre stato caratterizzato nei secoli e nei mille anni dall’alternarsi di glaciazioni e tropicalizzazioni. Non c’è alcuna prova scientifica che il surriscaldamento sia in atto, che sia irreversibile, che sia provocato dalle emissioni legate ad attività umane. Si tratta, al massimo, di mere ‘ipotesi scientifiche’.
Una cosa è certa: l’uomo qualunque non ha alcuna idea delle proporzioni fra il suo corpo e il pianeta. Si pensi che il marmo di Carrara, estratto ed esportato in tutto il mondo dal tempo dei Romani, è tutt’oggi in massima parte nei monti di Carrara.
Le viscere della terra sono ‘piene di petrolio‘, ma anche di acqua. Eppure si è parlato di carenza d’acqua come se potesse scarseggiare sul pianeta. Dove, invece, l’acqua è una ‘costante: non può sfuggire via. Chiaro?
La politica dei dissalatori è stata tralasciata, perché l’acqua abbonda in natura: basta raccoglierla o prenderla. I pozzi son ovunque e non c’è un angolo della terra in cui entro gli 800 metri sotto il suolo non si trovi acqua di origine tellurica. In ogni caso con le nuove energie (idrogeno, nucleare) si può fare di tutto. Anche i dissalatori.
Il vero nemico del nucleare, che ‘semina’ i timori per il relativo utilizzo, è sempre il petrolio: troppo forte ad ampio spettro è il business che ruota attorno all’oro nero… Così come stanno le cose, a guadagnare sul petrolio sono, sia i privati, si i governi. Figuriamoci se mandano avanti le fonti alternative ‘serie’.
Mandano avanti la propaganda di ‘sole e aria’ perché queste fonti avranno sempre bisogno di una termoelettrica accanto per tappare i buchi della produzione e perché la quantità di energia prodotta in megawatt è irrisoria: centinaia contro le migliaia di una qualunque termoelettrica!
Quanto alla carenza di ‘territorio’ da coltivare, è incredibile ogni dubbio (eppure si prospetta). Basti dire come sia stata a decenni abbandonata la ‘coltura a terrazze‘, che si era protratta fino al dopoguerra: la redditività per ettaro non fa che aumentare. i terreni da coltivare sono infiniti, anche nelle nostre regioni, dove parchi e riserve si moltiplicano,perché il terreno può essere tenuto ‘nature’ oppure ‘a giardino’… Nella sola Sicilia sono quasi una trentina.
A coltivare timori e fare opinione sul ‘supposta scarsità’ delle risorse c’è chi coltiva un interesse.Lo Stato, ad esempio giustifica l’imposizione di nuove imposte, tasse, balzelli…
Vi sono, infine, le grandi lobby della mondializzazione che hanno interesse a rallentare la crescita e tarpare le ali ad ogni nuova iniziativa per mantenere il controllo assoluto dell’economia mondiale. Lo fanno principalmente tramite la grande finanza. Ma non solo: ogni libera iniziativa viene considerata – da questi potentati – il rischio di una ‘deminutio‘ tale da penalizzarli.
L’aspetto più deleterio è che i timori dell’impoverimento del pianeta contribuiscono a quella sorta di religione che fa della natura ‘l’assoluto‘ al posto di Dio. Un concetto cui cospira anche – come abbiamo scritto in questi giorni – l’alienante ‘culto del laicismo‘, degenerato nella negazione della fede e, quindi, fideistico anch’esso. Quindi, la negazione di se stesso.
Togliendo ogni riflessione escatologica dal ragionamento, l’istinto alla ricerca di un valore assoluto si rivolge alla Natura – perché è ‘visibile’ e sopravvive all’individuo – facendone un idolo (ecologismo ideologico). Ciò ‘giova’ al programma in atto – da parte dei potentati della mondializzazione – di imporre ben presto una ‘religione unica’ che si inquadri nel cosiddetto ‘Nuovo ordine mondiale’ e che sia simile al concetto meramente ideologico del ‘grande architetto’ che accomuna l’illuminismo e la massoneria. Questa, infatti ha grande considerazione dell’illuminismo stesso, credendo all’intelligenza ‘illuminante’ delle menti elette’.
Impariamo a diffidare di queste due espressioni (Religione universale e Nuovo ordine mondiale) e di un’interpretazione deviata dell’ecumenismo, che è un concetto che appartiene solo al messaggio evangelico ed alla raccomandazione personale che Gesù fa agli apostoli: “andate e convertite tutto il mondo!”
Diffidiamo, anche, di ogni giudizio (specie se apodittico) in contrasto con la tradizione greco-latina e cattolica.
La morale romana, del resto, si era molto avvicinata – mediante una riflessione civile e filosofica – a quella che Gesù propone in modo certamente autonomo, aggiungendovi un fattore non da nulla: la fede nel Dio unico come destinatario ed al contempo garante della relativa osservanza.
Della difesa dell’ecumenismo è unica depositaria la Chiesa Cattolica, che è l’unica a carattere ‘universale’, cioè non appartiene né è legata ad un popolo, ad una stirpe, ad una razza. Come lo sono tutte le altre’. Incluse, a ben vedere, le fedi dei cosiddetti ‘protestanti’.
Tornando al tema centrale di quest’articolo, ogni ‘diffidenza‘ nei confronti della ‘ricchezza’ del pianeta, della saggezza dell’umanità, della storia (prospettive) e simili sono da interpretare come opera del Male, architettata dalla malevolenza di chi vuol sostanzialmente dominare il mondo, operando anzitutto dei ‘distinguo‘. Che conseguono al puro arbitrio legato al ‘peccato‘ che intendono commettere…
Quanto alla devianza di questo pensiero, che possiamo definire ‘di rottura‘, notiamo come esso giunga sostanzialmente all’assurda conclusione che la natura possa essere matrigna e che l’umanità possa rappresentare il suo’errore’. Un paradosso. Ma la contraddizione maggiore è che tale ideologia parte dall’attribuire un potere assoluto all’intelligenza umana.
Germano Scargiali







