Riedizione illustrata di un prezioso volume
Esiste una Sicilia sconosciuta o meno nota? Certamente sì. Quest’Isola, più che una piccola nazione, un mini continente dell’antichità mediterranea – nel mondo allora conosciuto – nasconde angoli di deserto e panorami alpini ricchi di conifere. Dal mare azzurro pieno di sole mostra le severe nevi dell’Etna e delle Madonie, vere Alpi isolane… La Sicilia nasconde fiumi ancora navigabili e impervi torrenti fra le rocce, chiuse naturali, vulcani e acque termali, verdi pascoli, grandi zone tutt’oggi a grano, anche se questo giunge “nummo uno” da territori lontani e sconfinati, percorsi da quasi mostruosi trattori… Non è, però, lo stesso grano…
Chi, meglio di Matteo Collura, scrittore siciliano di vaglia, profondo conoscitore di questa realtà isolana, che sa essere tanto dolce e tanto amara, poteva scrivere un libro dal titolo Sicilia sconosciuta? E il sottotitolo drammatizzata il tutto, proponendo questa meno pubblicizzata realtà al turista e al curioso: già, anche al turista “di prossimità”, spesso un pigro…
Ma sfogliare la nuova edizione dell’opera piena di illustrazioni, alcune mozzafiato, è già un piacere. Stavo per dire una goduria. Come anche leggere il testo. Già, questa nostra Isola, tanto bella e tanto ingiuriata, tanto amata e tanto deprecata, tanto lodata e tanto offesa: perché in tanti l’hanno ingiuriata, deprecata, offesa, somiglia proprio a “Questo amore” di Jacques Prevert. Come non pensare a quei versi? Forse è vero che non esiste cosa bella che non sia impastata di male e di invidia, anche.
Eh sì. Perché abbiamo parlato di paesaggi. Succede di dimenticare la storia, tutto quello che sopra quest’isola hanno fatto gli uomini nei secoli e nei millenni. Tanto male? Certo, ma anche tanto di bene e di bello. Perché in tanti di noi siamo fra quelli che l’amiamo, questa terra tante volte percorsa, di giorno e di notte, per lavoro e per sport o per svago. E pur sappiamo di non fare abbastanza… Pigrizia? Viltà? Sarà più scoraggiamento, forse.
Volare, però, sull’isola con gli occhi e con la mente resta come volare su un sogno. Lo si fa sfogliando questo libro. Quasi 370 pagine. Gli umani, del resto, vedono più col cervello che con gli occhi. Riescono a cancellare le brutture, mentire per dimenticare, forse, come può fare persino l’obiettivo del fotografo, escludendo dal campo visivo l’altrimenti inevitabile “peggio” della realtà.
Dai mercati cittadini ai Giudei di San Fratello, dall’Etna a Pantalica, dalle Eolie al Barocco, tanto barocco, nelle grandi città e negli scorci paesani. Chiese, castelli, monumenti, tutto. Chi ha fondato Enna? Incredibile, è il capoluogo più montano d’Italia. “Arroccata su un monte dirupato – dice Collura – e sovente nascosta dalla nebbia. Enna rappresenta… Umbilicus Siciliae, la chiamarono i Romani. E difatti…” Nel libro scoprirete cose mai viste, anche da siciliani che siete. Oppure le vedrete come mai vi eravate accorti che fossero. Su tutto passa la voce narrante di Collura, anche qui ai vertici del periodare e del descrivere. Come l’autore di una sceneggiatura di fronte a un soggetto di prim’ordine: quell’isola chiamata Sicilia.
Germano Scargiali








