Oggi le neuroscienze sostengono che la mente e, dunque, il pensiero, l’affettività e il comportamento, siano l’espressione della funzione del cervello che è un organo parte del corpo. Tra cervello e corpo esisterebbero, quindi, legami intimi ed essenziali che condizionano il nostro essere.
In base a questi fondamentali principi ci chiediamo spesso se è possibile migliorarne le funzioni, soprattutto in età avanzata quando, ad un corpo ancora efficiente, si associa sovente un declino della mente. La risposta potrebbe venire anche dall’alimentazione e da alcune diete in particolare.
Tra le diete note sarebbe la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) quella che aiuterebbe a mantenere efficiente il nostro cervello e le proprie funzioni. Essa, infatti, combina i ben noti benefici della dieta mediterranea con quella DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) utile principalmente per il controllo della ipertensione arteriosa.
Tale dieta enfatizza il consumo di specifici classi di alimenti, tra cui:
– Verdure a foglia verde: come spinaci e cavoli, che sono ricchi di vitamine e minerali essenziali.
– Ortaggi in genere: che forniscono fibre e antiossidanti.
– Frutti di bosco: noti per le loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.
– Noci: che contengono acidi grassi omega-3 e antiossidanti.
– Pesce: come salmone e tonno, ricchi di omega-3, associati a una migliore salute cerebrale.
– Cereali integrali: che forniscono fibre e micronutrienti.
– Olio d’oliva: una fonte di grassi sani, spesso associato con benefici cardiovascolari.
Ed esclude essenzialmente:
Carne rossa, burro, formaggi, dolci, cibi fritti e cibi precotti da fast food.
In definitiva la dieta MIND si concentra sull’assunzione di alimenti ricchi di nutrienti e antiossidanti, miranti a fornire al corpo umano effetti protettivi contro l’infiammazione e lo stress ossidativo, fattori chiave nello sviluppo di malattie neurodegenerative. Secondo uno studio pubblicato su “Alzheimer’s & Dementia” nel 2015, l’aderenza alla MIND diet è stata associata a una riduzione del rischio di malattia di Alzheimer, suggerendo che tali modelli alimentari ricchi di vegetali e poveri di zuccheri e grassi saturi possano influenzare positivamente la salute cognitiva nel lungo termine.
Ulteriori ricerche sono stati condotti in questi campi:
1. Mortalità: Uno studio ha mostrato che punteggi più elevati nella MIND diet sono associati a un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause e per malattie cardiovascolari, specialmente in individui con obesità. L’ approccio MIND elevato correlava ad una diminuzione del rischio di mortalità cardiovascolare (p < 0.007), suggerendo l’utilizzo della dieta soprattutto in contesti di rischio elevato (Journal of Nutrition, 2022).
2. Depressione: In un altro studio soggetti con una buona adesione alla MIND diet hanno mostrato una riduzione del 26% nella probabilità di sintomi depressivi ricorrenti, sottolineando l’importanza di tale dieta anche nella salute mentale (Nutritional Neuroscience, 2021).
3. Aterosclerosi cerebrale: La MIND diet ha poi mostrato associazioni significative con una minore incidenza di aterosclerosi tra individui con pregressi eventi cardiovascolari, evidenziando ulteriormente la sua rilevanza nella prevenzione delle malattie vascolari (Scientific Reports, 2022).
Per queste ed altre ragioni la MIND è stata scelta da U.S. News & World Report, come la migliore dieta per la salute del cervello e l’aterosclerosi cerebrale. Nella loro analisi inoltre è risultata la seconda dieta nota per la salute dell’intestino, la diverticolite intestinale, la salute del cuore e la terza per il diabete, artrite e problemi legati alla menopausa.
In definitiva possiamo dire che la MIND è una dieta equilibrata, ricca di alimenti vegetali e povera di zuccheri raffinati e grassi saturi capace di migliorare sia la salute cerebrale che di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e, nel complesso, di migliorare la qualità della vita in età avanzata. Ulteriori studi in corso ne potranno confermare il ruolo positivo non solo nell’anziano e dimostrare l’eventuale efficacia in altri campi.
di Guido Francesco Guida








