Scuola – Gli italiani una volta tutti commissari tecnici, oggi un popolo di pedagogisti e tra questi ora anche Briatore

Gli italiani, un tempo tutti commissari tecnici della nazionale di calcio, oggi sono, invece, miracolosamente, tutti esperti di didattica, di pedagogia, di metodologia…

Inoltre, si tratta, spesso, di persone che a scuola un piede non ce l’hanno mai messo.

Uno di questi, ad esempio, è Flavio Briatore, certamente imprenditore di successo, ma altrettanto competente in ambito scolastico? Noi, con ciò, non vogliamo certo unirci alla lunga schiera dei detrattori dell’illustre personaggio perché essendo di convinzioni liberali abbiamo più volte apprezzato le sue osservazioni e commenti in campo economico, però vorremmo anche suggerirgli di adottare un approccio di maggiore umiltà nell’educazione del figlio, proprio per il bene di quest’ultimo.

Vorremmo, infatti, chiedergli: “si può imparare una lingua (qualsiasi essa sia) con un approccio esclusivamente grammaticale/sintattico, del tutto slegato da qualsiasi riferimento letterario, storico o culturale?”  Forse sì, ma con quanta povertà di efficacia, di emozioni, di sentimenti?

Briatore ha, infatti, raccontato di essersi lamentato con l’insegnante di lettere di suo figlio perché pretendeva che i suoi alunni studiassero Pirandello, il che sarebbe stata, secondo lui, una perdita di tempo.

Lui spera che il figlio continui la sua attività imprenditoriale ed essendo avanti negli anni vorrebbe che iniziasse al più presto. Un desiderio legittimo, per carità, ma un padre dovrebbe anche chiedersi quale attività potrebbe essere più congeniale al proprio figlio e non cercare di realizzare soltanto i propri obiettivi.

A prescindere, comunque, da tutto ciò, lo studio della letteratura ci apre alla conoscenza del mondo in cui viviamo tanto quanto le altre discipline, comprese quelle scientifiche, perciò non va studiata solo perché ci rende più colti e più raffinati, ma soprattutto perché ci fa capire come funziona la società, che cosa pensano le persone, come reagiscono in determinate occasioni…

E chi più e meglio di Pirandello ha saputo farlo?

L’autore di Uno, nessuno e centomila, Così è se vi pare, Sei personaggi in cerca d’autore…profondo conoscitore e studioso dell’animo umano?

Ora noi non conosciamo i particolari della vicenda, ma sappiamo che il figlio di Briatore, Nathan Falco, ha 12 anni e frequenta una scuola media internazionale a Montecarlo dove si studiano più lingue, tra cui l’italiano.

Probabilmente il padre pensa anche che il figlio non vada caricato con lo studio di troppe discipline complesse e di scarso uso pratico. Questo è quello che credono in molti, purtroppo anche benestanti, come il personaggio in questione che spende ben trentamila euro per la scuola del figlio, ma non vuole che approfondisca gli studi umanistici che sono proprio quelli che ci fanno crescere, che nutrono il nostro intelletto e la nostra anima e che potrebbero persino farci diventare degli ottimi imprenditori, come accadde al grande Italo Svevo, considerato dai familiari un sognatore perditempo che, invece, sorprendendo tutti, fu poi in grado di amministrare anche l’azienda di famiglia.

Articoli correlati