Quali gli interessi europei ed italiani in gioco?
Sono trascorsi alcuni minuti dal dibattito televisivo del 10 settembre 2024 (l’11 in Italia) ed i media progressisti di tutto il mondo si sono scatenati all’unisono: che brava la Harris, come ha tenuto la scena, che parole compassionevoli, com’è attenta ai diritti, che meritevoli programmi! Il super ricco mondo Holliwoodiano fa a gara per postare elogi. La Swifth, con tripudio mediatico, le fa l’endorsment via social.
Ma andiamo al dibattito moderato non proprio equamente sulla CBC. Certo la Harris, come si paventava, non ha sfigurato mostrando più controllo nelle argomentazioni ed è riuscita in alcune occasioni ad innervosire Trump. Ha riso quanto basta senza eccedere.
Ma quello che conta sono i contenuti e, negli USA, contano soprattutto quelli economici. Proponiamo di seguito alcuni tra i temi più accattivanti.
La Harris ha promesso la realizzazione di un piano per 3 milioni di case. Ma gli elettori al solito pensano “Ma lo farà?”. Ed esprimono fondati dubbi basati su progetti inevasi passati. Promettere 3 milioni di case può suonare bene per ottenere voti, ma farlo davvero potrebbe essere oltre che tecnicamente difficile improponibile economicamente. E sulla attuale precaria condizione economica che in questi 4 anni da vice presidente di Biden ha contribuito a creare, sempre la Harris ha detto di avere un piano approvato dalla “proletaria” Goldman Sachs e dalla Wharton School of Business. Ma purtroppo, pensate un po’, il piano è così segreto che potrà essere svelato soltanto dopo la sua vittoria. E qui si che ci vorrebbe una delle sue ben note risate!
Trump – ha detto sempre la Harris, una donna che ha speso tutta la sua vita alla conquista di posizioni dominanti – pensa soltanto a se stesso.
Al contrario Trump ad un certo punto del confronto ha ribadito “Io sono un libro aperto”. Infatti da sempre i fondamentali del mio programma sono stati e saranno: libera economia, controllo frontiere, no guerra ed imposizione dell’internazionalismo marxista intriso di politicamente corretto, no gender ed aborto indiscriminato. Sono motivi arcinoti e sperimentati dalla scorsa presidenza. E, del resto, sono le basi dell’accanimento progressista USA ed internazionale, in primis italiano. Ma la sig.ra Harris dice che Donald Trump non ha alcun piano per gli elettori.
A proposito dell’immigrazione incontrollata Trump ha detto che taluni haitiani sono adusi a mangiare cani e gatti. Risata denigratoria della Harris ed immediato fact-checking negativo da parte dei conduttori CBS. Peccato che tale intervento non fosse previsto dagli accordi precedenti il dibattito e che tali riti rientrano nella religione Voodoo.
Schermaglie e battute a parte riteniamo comunque che al lavoratore texano o dell’Iowa interessi riconquistare la sicurezza economica e sociale persa in questi anni di inflazione e di immigrazione incontrollata.
Ma a noi italiani interessa la vicenda elettorale USA? Certamente si, e tanto! Poiché l’UE negli anni ha perso il suo primitivo ruolo di roccaforte economica e sociale del continente trasformandosi in megafono di valori ed interessi d’oltreoceano. Ideologie mondialiste green e politically correct imbrigliate in una burocrazia pervasiva sono infatti divenuti temi dominanti e coercitivi. Il tutto attraverso presunte elargizioni economiche a Stati mantenuti permanentemente sottomessi e ricattati dalla troika di turno. I nostri politici in questi anni comunque non sono rimasti a guardare, ma si sono uniti alla maggioranza UE pensando così di realizzare i loro fini politici. Con le ultime elezioni europee il vento è cambiato, ma non è stato così forte da invertire le coalizioni. La NATO poi, braccio armato degli USA principali finanziatori, consente ed indirizza i vassalli per continuare a perseguire i propri scopi.
E l’Italia? Con un governo non ufficialmente allineato deve barcamenarsi in questa politica di elargizioni condizionanti. Ma occorre sapere che gli USA con la Harris, come con Biden, pur continuando a mantenere legami economici e culturali, non ci lasceranno crescere autonomamente. Il Regno Unito, consapevole della sua storia e del pantano UE, ha da tempo, con la BREXIT, sciolto il legame.
A noi interessa che si ristabilisca la pace in Ucraina e in medio-oriente e che si creino rapporti amichevoli con tutti i paesi coinvolti scongiurando pericolosissime conseguenze. Il che si tradurrebbe in una riduzione dell’alto costo dell’energia fonte dell’attuale svantaggio competitivo. Le correnti sirene non ci aiutano. Ad esempio il recente rapporto Draghi dedica uno specifico capitolo al tema stando però ben attento a mai dire che è l’Energia che paghiamo a caro prezzo a far muovere treni, macchine, camion, navi fondamentali vettori del mercato.
La maggioranza dei cittadini italiani, in particolare, ben sa che la nostra antica tradizione ci ha portato a conquiste economiche e sociali straordinarie e vuole che tali conquiste non vengano corrose e sovvertite dalle politiche Harris simili.
Ci saranno dazi messi dagli USA con la politica protezionista trumpiana? E chi se ne frega! Muovendoci in modo accorto potremmo ritrovare in futuro una fiorente economia capace di garantirci una soddisfacente autonomia. Eccelliamo in tanti settori. E poi il nostro patrimonio artistico e naturalistico è unico al mondo ed attirerà sempre il mondo intero. Certo se sapremo valorizzarlo e coltivarlo. I soliti soloni della globalizzazione e migrazione inevitabile hanno fini ideologici ben precisi.
E questo vale per ogni nazione, USA compresi. Aspettiamo e rispettiamo il voto, ma confidiamo che l’America vera, quella del sogno e dell’impegno, possa prevalere. Poiché le Patrie non sono in divenire come dicono gli accademici omologati e riconoscere l’alterità è un privilegio ed una conquista. Il confine ribadito da Trump e da certa politica italiana non nega il transito, ma lo regola e lo controlla per non perdere il senso della realtà e per non annegare nel nichilismo ed in un globalismo politicamente e climaticamente corretto dalla Harris o da certo progressismo liberal nostrano che lo scimmiotta.







