Quale parte – se si potesse fare una graduatoria – è più ideologizzata fra coloro che marciavano a Verona per la Vita e quelli che hanno compiuto l’identico “pellegrinaggio” per contestarli? Difficile dirlo, ma neppure tanto…
Il Congresso di Verona, a difesa della vita e della famiglia, continua, tuttora, ad essere oggetto di vivo dibattito. Ed è un bene, perché sembra che solo adesso ci si accorga di quale fosse “il tema” a Verona, dove si è svolta la “tappa 2019” del World Congress of Families, WCF.
Già, il tema non era e non doveva essere la “contestazione”, com’è a lungo sembrato dalle “cronache”. Tutto ciò si è verificato, per contrastare il Congresso, dovrebbe essere ben difficile affermare che la società di oggi abbia bisogno di “meno famiglia” e “meno nascite“. La realtà è che il “relativismo etico” confuso nel “calderone” del concetto di libertà individuale, nell’ottica consumistica, viene da tanti preposto a qualunque morale.
Deve adesso lasciarci di stucco la notizia apparsa sui giornali e in Tv che “le principali associazioni cattoliche” abbiano disertato il Congresso di Verona. Lo stesso Papa Francesco ha avuto commenti pilateschi. Mah!
Realtà come Pro Vita e il Movimento per la Vita si fanno – a questo punto – un vanto di essersi proclamate laiche. Ma pare che molti aderenti sentano dentro di loro di essere sulla strada per divenire “i veri difensori delle verità religiose”. Spiegava B. Croce “Perché non possiamo non dirci cristiani”: la morale e i codici sono improntati da secoli al cristianesimo. La chiesa di Roma fu l’artefice della nascita delle università in Europa: prima materia, la Teologia. Poi si insegnò il Diritto romano, poi seguirono tutte le altre materie…
Il termine “laico” non viene da questi movimenti identificato con “antireligioso”, come di solito – volgarmente – avviene.
Esacerbato, politicizzato è stato definito il Congresso o piuttosto la Kermesse di Verona. Usiamo questo termine in positivo, perché la verità ci sembra piuttosto che, se i difensori della Famiglia e della Vita si sono radunati in tal numero ed hanno assunto drastici atteggiamenti è per manifestare il loro risoluto no.
Naturalmente, il fatto che le delegazioni estere provenissero “soprattutto” (così si è detto ma la prova dové?) dalla “Europa sovranista dell’est” non è stato interpretato nel senso che lì la “mentalità di sinistra” e il comunismo hanno radicato lo sdegno per certe idee. Esso è stato considerato, invece, “un fatto meramente negativo”. Contenti loro…
Ma nessuno può dubitare che in quei territori il comunismo reale abbia sonoramente fatto fallimento e che il sovranismo si imponga adesso a persone che di “certe idee” non vogliono più forse sentire neanche l’odore…
In realtà sopravvive un tipo di opinione e di opinionismo che non conosce le ragioni “dell’altro”, non le ammette, perché accetta solo “le verità” che si inquadrano nella loro ideologia. Il loro modo di ragionare è del resto, come spesso abbiamo scritto, che esista un’ideologa centrale, un fulcro, e tutte le altre verità vengono “accettate” solo se formano tante “piccole ideologie” collaterali. Stabilito quali siano, non resta che scriverne i particolari. La realtà si sbiadisce, si perde nel nulla. L’opinione contraria è paccottiglia…
Un mondo così “inventato” ha ampiamente dimostrato di non poter funzionare.
(G. Scargiali)
(Vedi, se vuoi, anche altri articoli – fra cui un ‘fondo’ sul tema – alla voce Costume sotto Attualità e altro alla voce Religione sotto Cultura).








