Il comportamento di ‘Aisha’ Romano va assolutamente condannato

La grottesca ‘mise’ di Silvia Romano, scortata dai Carabinieri arriva a casa propria.

Sia chiaro che ‘questo’ è il momento di affermare risolutamente la civiltà mediterranea, interpretata alla luce del pensiero greco e latino, legato – com’è – alla tradizione cristiano cattolica , che corre dalla Grecia alla Spagna, passando ovviamente per l’Italia di Roma: lo si voglia o no queste sono le tre ‘potenze’ guida del mare antico che – a dispetto dei pessimisti e degli ignoranti – sta vivendo la vigilia di un neo Rinascimento…

Vorremmo comprendere anche la Francia, ma questa, protagonista di una politica stolta ed autolesionista, ha perseverato (tranne forse una recentissima apertura) nel cercare di omologarsi con la politica atlantica e i suoi interessi anti mediterranei. La vittoria ‘puramente a rimorchio’ di Usa e GB nell’ultima guerra ha ‘montatola testa’ dello sciovinismo transalpino…

Per lunghi decenni nel dopoguerra la Francia ha mancato di ‘cogliere al volo’ la leadership di un Mediterraneo con gran voglia – e bisogno – di crescere già decisamente francofono.

Sia chiaro che il ritardo nella crescita non è imputabile all’arretratezza o alla cultura, cioè ad un ‘fatto di costume‘ (cui è di gran voga attribuire troppi problemi generali della società…), bensì all’avversione politico economica di chi dell’Occidente ha tenuto in mano finora le massime leve.

Ne abbiamo avuto una prova quando è stata affossata in un silenzio tombale l’Area di libero scambio (del Mediterraneo meridionale) che era stata decisa sull’ala dell’entusiasmo dall’UE nei trattati ‘fondanti’ di Lisbona e Barcellona. Assieme a questa (che prevedeva persino – udite, udite – anche una Banca) sono state annullate altre iniziative, quale soprattutto il Congresso periodico delle ‘regioni mediterranee‘ (il cui più eclatante fu presieduto a Palermo da S. Cuffaro e, per contrasto, contribuì, forse, in modo decisivo alla sua ‘tombatura’politica), che era un’iniziativa d’avanguardia per il ‘rispetto democratico’ e la valorizzazione della volontà dei territori prima che degli Stati sovrani: un’azione centrifuga che non avrebbe dovuto contrastare la forza centripeta dell’Europa Unita.

Di questo e di tanta parte deipropositi civili‘ iniziali, l’Unione Europea ha fatto …spazzatura.

Chi dice, oggi, che la carta vincente della rinascita del Mediterraneo sia nel raddoppio del Canale di Suez, dice molto meno della verità, sia perché ciò che conta è come Panama sia impraticabile per il gigantismo navale odierno, sia perché il raddoppio di Suez è – semmai – non già la causa, ma uno degli effetti dello sviluppo in corso.

Fondamentale per il neo rinascimento i del Mediterraneo è la crescita del Far East, di tutto l’Est e quello incorso, anche se più lento, in Africa. Anche quando si parla di ‘via della seta’ il discorso è restrittivo, perché oggi ‘altro che la seta‘ viaggerà fra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano! Ma bisogna ripensare, non già ad ‘una via’, ma a tutti i percorsi delle ‘grandi carovaniere’ che avvicinavano nell’antichità i l’Eurasia e l’Africa.. Tali distanze sono oggi percorribili in uno, due tre giorni… Strade ferrate e rotabili, insieme alle vie del mare sono oggi il fulcro – assieme ai trasporti intermodali – dello sviluppo…

Tale sviluppo è materiale e morale. Perché di recente molti osservatori della ‘storia in itinere‘ hanno fatto coincidere la ‘revanche‘ della cultura mediterranea con il momento in cui il giorno 17/11/2010 a Nairobi la Dieta mediterranea venne proclamata patrimonio dell’umanità (Unesco).

Il fatto che la dieta mediterranea abbia surclassato le più proteiche diete del nord Europa e degli Stati Uniti, è la vittoria di un vivere civile che è anche greco romano e cristiano.

La supremazia della dieta è un primo punto fermo contro la supposta supremazia del pensiero protestante… Maggiormente contro quello di altre concezioni religiose.

Le sole accomunate sono, se mai, le tre religioni abramitiche. Ma questo è un motivo in più per affermare risolutamente – come dicevamo in apertura – la grandezza del cristianesimo romano al di sopra dell’ebraismo e dell’Islam…

Basti dire che queste due sono religioni di stirpe e di popolo, mentre il cattolicesimo è religione universale ed ecumenica. Oltre a ciò, predica una morale più avanzata nel senso “dell’uscita dall’io” in direzione della comunità e del mondo.

Un caso di cronaca come quello di Silvia Romano – costata fior di euro – tornata ‘raggiante’ i abito islamico, proclamando ‘mi chiamo Aishava  assolutamente stigmatizzato. I suoi rapitori, fondamentalisti islamici sono una vergogna per lo stesso Islam. Sono i nemici dell’Italia e di paesi come l’Italia. Chi inneggia ad essi è un nemico. O soltanto, meramente, uno stupido.

Germano Scargiali

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Un po’ di cronaca

Il velo verde a fasciare la testa di Silvia Romano ora Aisha‘, con cui la ragazza si è ripresentata in Italia dopo la sua liberazione dal rapimento in Africa è il segnale più evidente della sua conversione all’Islam e fa discutere non poco anche le femministe. Nadia Riva, femminista storica di Milano, tra le fondatrici negli anni Ottanta del circolo Cicip & Ciciap (gruppo femminista fra i più radicali) ha acceso la miccia con un post su Facebook: “Lo struggersi di una donna sorridente in un sacco verde della differenziata“.

Il dibattito fra le donne sul velo islamico (e non solo) si è subito infiammato a partire – ci mancherebbe – dalla Rete. Il velo è da sempre visto dalle femministe come il simbolo dell’oppressione maschile e patriarcale sulle donne, più che come un elemento identitario legato all’appartenenza religiosa. Silvia Romano, che ha detto di chiamarsi Aisha e ha dichiarato di essersi convertita perlibera scelta”, si è mostrata in pubblico e davanti alla telecamere indossando un velo che le copre interamente il capo e le vesti quasi fino ai piedi, lasciando scoperto solo il volto.

A molti questo non è piaciuto: c’è naturalmente chi ha esagerato, riempiendo Silvia Romano di insulti che hanno reso necessaria la scorta (altre spese)…

Ma senza dubbio la vicenda ha vari punti oscuri, che vanno a toccare anche il ruolo della donna nel mondo islamico, di cui il velo è evidentemente il simbolo. Così, anche fra le donne, si è aperto il dibattito.

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La libertà è certo da assicurare, ma non deve degenerare nella ‘licenza assoluta‘ che conduce al pericoloso ‘relativismo etico‘ oggi serpeggiante nella società. Dev’esser chiaro – chiarissimo – che la civiltà italiana condanna tutto questo!

La civiltà italiana ed europea detiene e deve affermare una dirittura, morale, con delle regole e dei dei principi non negoziabili sui quali – quindi – non si deve transigere.

Oggi qualcuno teme che l’Islam sia un’arma anti europea ed un vero rischio per la relativa civiltà. Chi scrive non crede che sia questo il pericolo, ma è certo un motivo in per condannare pollice verso certi episodi che hanno addirittura qualcosa di osceno. E, probabilmente, lo sono. Secondo chi scrive queste righe il cattolicesimo, la civiltà e, prima ancora, la cultura e la stessa economia europee hanno ben poco da temere, anzi nulla, da parte di altre forze civili che sono uno, due, tre gradini ed oltre più indietro e qualitativamente  ben al di sotto.

Oltre tutto, c’è un Islam evoluto – che comprende la maggior parte dei musulmani – che può giocare un ruolo fondamentale nel Rinascimento del Mediterraneo.

La prova della permanente superiorità della cultura europea è che ‘tutto il mondo‘, America compresa, nell’evolversi vuol ‘sembrare anzitutto europeo‘.

Germano Scargiali

Nota

E’ estremamente probabile che i ‘carcerieri’ abbiano voluto consegnare la Romano in cambio del riscatto e questa abbia collaborato, percependone anche una percentuale…

 

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