Balestrate è già entrata in gestione ed ha assegnato i primi posti barca. Si trovano nei primi due pontili, già attivi, più la banchina di riva. Ma è pronto per essere posto in acqua il terzo pontile, parallelamente alle due a ridosso della diga di sottoflutto. Tanto si può fare fino a questa estate 2017. Ma bisogna tener conto che il porto dispone anche di un grande scalo di alaggio da cui mettere in acqua gommoni e altre imbarcazioni carrellabili e varare scafi di un certo tonnellaggio, sempre che arrivi un verricello motorizzato. Nessuno può più dire – com’è avvenuto in passato – che manchi la strada: la favola del porto senza strada d’accesso – una falsità – è smentita dalla presenza del terzo accesso al porto: il più comodo, da un sottopassaggio appositamente creato per bypassare la ferrovia. Era pronto da alcuni anni, ma incredibilmente mancava l’asfalto…
Il merito di aver infranto quella che in Sicilia si chiama una “maharia”, cioè una stregoneria, è toccata a Marinedi. L’ente di gestione diretta si chiama Marina di Balestrate ed ha avuto una vita difficile, non meno di quelle attraversate da questo porto sin dalla posa della prima pietra, fra indagini, finite poi con assoluzioni, vere calunnie, favole metropolitane e immancabili pastoie all’italiana…

La verità è che pochi porti in Sicilia dispongono di una protezione esterna e di due moli foranei della possanza e della bellezza di quelli di Balestrate… Qualche limite, se esiste, non è mai stato “evidenziato”. Ma non saremo noi, a questo punto – sarebbe sbagliato e di pessimo gusto – esprimerci in tal senso. La stampa siciliana e nazionale, Striscia la notizia e semplici franchi tiratori “ce l’hanno messa tutta” per danneggiare l’immagine di questo porto. Basta visitarlo con un minimo di competenza per accorgersi che si è trattato di falsità: il porticciolo è molto, molto bello e ben protetto da due dighe che poggiano su un basso fondale, quindi sono possono contare di doti statiche notevoli… Invece sono state dette tante fandonie: persino il giudice Messineo, ottimo magistrato, ma poco marinaio, ha affermato che bisognava rassicurarsi che una mareggiata non portasse via tutto… Raccontiamo queste storie, che non consideriamo vecchie, perché hanno provocato danni e ritardi enormi. Speriamo non debbano ripetersi, né a Balestrate, né nel resto della Sicilia!
Adesso la presidenza del Marina è stata assunta direttamente da Renato Marconi, personaggio ben noto nel settore, proveniente dall’esperienza di Italia Navigando, oggi alla guida di tutta Marinedi, una delle organizzazioni che amministrano più porti in Italia con presenze anche nei paesi rivieraschi.
Già il porto di Balestrate, che conta a quanto pare solo su otto licenze di pesca, accoglie le barche, più numerose, della vicina Trappeto quando c’è maltempo. Qualche pescatore di Trappeto, però, ha già trasferito stabilmente la barca, altri lo faranno, fino a raggiungere una ventina di pescherecci o poco più. La pesca nel Golfo di Castellammare, un tempo ricchissima ed ancora quest’anno in grado di procurare ad un fortunato pescatore la cattura di una ricciola da gran premio, non è più quella d’un tempo e qualcuno è andato a pescare salmoni nella lontana Alaska…
Tutto quanto favorisca il via al completo funzionamento del porto, diciamo noi, ben venga. Per il valido motivo che, quando sarà acclarato che in Sicilia si ormeggia “bene”, un po’ ovunque in giro per l’Isola, si faranno vivi i tanti turisti nautici che si attendono da sempre e che finora sono protagonisti di “apparizioni” se non sporadiche, certamente frammentarie.
Come abbiamo già scritto, riteniamo nel complesso che un po’ di guai siano stati causati a Balestrate anche dalla “crisi di rigetto” che i balestratesi stessi avvertirono quando seppero che, dopo le fatiche dell’anziano sindaco Tuzzo, che si battè assieme alla sorella, funzionario del Tar, per la nascita del grosso dell’opera, erano valse solo a costruire un porto che apparteneva (diritti dominicali) alla Regione. C’è chi dice che ancora non tutti i balestratesi vedano nel porto una gradita presenza.
Si ripetono le immancabili siciliane. Si pensi ai siculi del no al Ponte sullo Stretto o a quegli augustani che ad Augusta non vogliono potenziare il porto commerciale perché potrebbe adattarsi di più allo sbarco dei profughi. Non c’è …rosa senza spine – si dice – ma gli isolani sono personaggi difficili in giro per tutto il pianeta. I siciliani lo sono certamente: sono degli inglesi mancati, perché questi ultimi, molto isolani anche loro, hanno girato i sette mari, conquistando negli anni tante terre che visi affacciano, lasciandovi la loro lingua e un’altra realtà non da nulla che si chiama tutt’oggi Commonwealth…
Germano Scargiali








