Non tutti i i siciliani sono pigri. Chi lo ha detto talvolta, di certo non conosceva tipi come il marsalese Massimo Ombra. Telefonategli e potete trovarlo a Dubai. Sarà lì per piazzare i suoi gruppi elettrogeni, l’attività per cui è più noto. Il suo nome è Massimo Ombra. E’ un giovane “siculo” che ha capito in che direzione trovare il lavoro, cioè ripercorrendo al contrario i paralleli del pianeta rispetto ai “migranti”. Lui va a sud, con appresso la cultura, un po’ di soldi in tasca e tecnologia: è lì, verso l’Africa e il Medioriente che va giocato il futuro della Sicilia…

Chi scrive queste righe, però, cerca Massimo Ombra perché progetta anche un porto turistico in “casa propria”. E’ il “Marina di Marsala”, di cui si parla da anni, per realizzarlo all’interno delle acque già semi protette del porto esistente. Vi trovano spazio una flotta di pescherecci e una linea veloce per passeggeri diretta alle Egadi. Vi è operante anche la Capitaneria in un edificio moderno realizzato da oltre 20 d’anni. Ma c’è tanto spazio a mare e a terra…
Nel Piano dei porti turistici della Sicilia, questo sconosciuto, Marsala è uno dei 3 hub port turistici. Si diceva, circa 40 anni or sono, che non si potesse costruire un porticciolo (leggi rilasciare licenza da parte della Regione e, quindi, allora, di Roma) perché mancava …un “piano dei porti”. Ora ce ne sono due, ma “rassicuratevi”: indicativi, non cogenti. Stanno nel cassetto, chi sa in quale… In questa materia più che mai, in Sicilia, sembra …non “comandi nessuno”. Chi ha smosso le acque veramente – va ripetuto – fu solo Francesco Cascio, quando era al Turismo nel governo Cuffaro. Ma sì, facciamoci pure qualche nemico…
Vince chi è più intraprendente (o più matto) e, per fortuna, abbiamo personaggi – un po’ matti, intendiamoci – come Luigi Geraci a Licata, Alfio Fazio ad Augusta, Massimo Ombra a Marsala e pochi altri…
Così Massimo viene definito come il Deus ex machina del Marina di Marsala. Sarà vero – si chiedono a Marsala – che quest’estate (2017) si metterà mano, grazie all’iniziativa che il giovane imprenditore porta avanti da prima del 2010 – ma è un record di velocità – ai tanto attesi lavori?
Il nuovo porto turistico si trova a poche centinaia di metri dal monumento dello Sbarco di Garibaldi, cioè un po’ più discosto dal famoso Baglio Anselmi che ospita l’antica nave punica ripescata nello “Stagnone” e tenuta in atmosfera protetta, dentro quella che sembra una gran tenda a ossigeno.
Nel raggio di pochi chilometri decine di cantine producono il pregiato vino di Marsala, lanciato a suo tempo dagli inglesi. Carlo d’Inghilterra ha voluto nuovamente alcune bottiglie nella sua cantina. Tuttavia l’ambrato e profumato nettare è un po’ demodé. Si vendono di più nel mondo le tante imitazioni. Anche altri prodotti, comunque, i moscati, i vini da tavola e i vini da Messa sono un vanto marsalese.
Sì, Marsala, terra di vinificatori e buoni velisti, favoriti dal vento di Capo Boeo, necessita del porto turistico. Sarà questo, situato o quasi proprio all’estremità di quel Capo nevralgico di fama millenaria, a sbloccarla dal sicilianissimo torpore nel quale si crogiola fra i tiepidi venti africani e i tanti profumi?
Eppure, in loco, il vino Marsala ha sviluppato più spirito d’impresa. Sempre meglio che …Palermo. Ombra ne è un esempio. Il primo progetto lo ha presentato nel 2009, confidando sulla legge nazionale recepita – tanto per cambiare – dall’assessore Francesco Cascio, che ha introdotto anche in Sicilia (piena la potestà sul proprio demanio marittimo) la conferenza dei servizi. Nonostante questo, come in altri casi, sono trascorsi quasi 9 anni di gestazione, neppure tanti. E adesso?
Ombra ha lavorato giorno e notte. Ritiene di essere con la Regione ormai agli sgoccioli per la firma dell’atto formale di concessione, ultimo passo – si dice sempre così – prima della consegna delle aree. Di “passi” se ne scoprono, però, tanti cammin facendo…
“Abbiamo firmato nel 2016 – afferma l’imprenditore – con il sindaco Di Girolamo e il Presidente della Regione Crocetta un accordo di programma, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E’ entrato dunque in vigore il nuovo PRP (piano regolatore del porto, ndr). Aspettiamo l’atto formale di concessione che si basa sull’accordo di programma e regola il rapporto tra il concessionario e la Regione dandoci in concessione le aree”.
Di date “fatidiche”, come al solito, ce ne sono state… Quest’inverno si sta giungendo all’accordo formale di concessione. Entrati in possesso delle aree, i concessionari avranno 6 mesi per iniziare i lavori. Sembra credibile, ormai, a Marsala la notizia che i lavori inizieranno entro questa estate 2017. L’attesa è grande. Il Marina di Marsala avrà 220 mila metri di superficie acquea e 316 mila metri quadri di spazi a terra. I posti barca, si dice, raggiungeranno quota mille. Per i lavori dovrebbero bastare due anni. Data la posizione del porto si costruirà comunque una nuova diga foranea, che avrà un andamento ad emiciclo. Bisogna tener presente che l’area assegnata, a destra guardando il mare, dallo stesso lato della Capitaneria, è oggi occupata dai pescatori. Ma il nuovo progetto implica un’integrale ristrutturazione con spostamenti tendenti, com’è ovvio, ad una maggiore razionalità, inclusa l’aggiunta di nuove strutture a supporto che oggi non esistono…
La spesa ammonta a 48 milioni e 600 mila euro. Sono soldi reperiti dall’imprenditore, ma nel contorno interverrà la pubblica amministrazione. Fra questi – anche per pura competenza – il dragaggio. Si parla di 5 milioni. Per iniziare, diciamo noi. Perché sarà effettuata anche un’articolata ristrutturazione cittadina, prevista dal Prp, con una nuova strada a due corsie, un nuovo mercato del pesce… In compenso, secondo i principi del project financing, la concessione, onerosa (intendiamoci c’è sempre un canone), avrà la lunga durata di 70 anni. Per legge rinnovabili. Massimo Ombra, però, opera già nel turismo ad ampio raggio. Ha presentato il nuovo progetto con la MYR srl, Marsala yachting resort, ricorrendo anche ad Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo: il progetto ne è stato giudicato degno. La MYR è collegata alla MYRE, Marsala Yachting Real Estate, la società che opera sul water front – come afferma lo stesso patron – nella parte asciutta. Tramite tali società, Ombra ha presentato un contratto di sviluppo che finanzia aziende private e investimenti strategici superiori a 20 milioni di euro.
“Siamo riusciti – afferma Ombra – ad entrare in un finanziamento che ci procura 28 milioni di euro, 25 milioni per la MYR e 3 milioni per la MYRE, di cui la metà 12,5 milioni a fondo perduto e 12,5 milioni a tasso agevolato. Questo per noi è importantissimo, perché ovviamente ci aiuta a rendere possibile l’operazione”.
Senza fondi non si va avanti, ma il progetto è “megagalattico”. Accanto al Marina nascerà un …Marina Yacht Resort: un hotel da costruire nel sito dello storico Octopus, discoteca un tempo famosa, proprietà della famiglia Ombra. Nasce con un neologismo: appartahotel… Non basta. All’interno del porto sono previste piscine balneari e spazi verdi. Come ogni moderno progetto del genere, questo comprende aree commerciali da dare in concessione. Ma la Myr ha iniziato con l’acquisire spazi immobiliari anche nei dintorni, in modo da pianificare tutto sa più ampio raggio. Nessuno deve dire, come gli americani del calcio giunti all’Olimpico: “Where is the store?”
Il Marina di Marsala è certo in lizza fra i più bei porti della Sicilia, forse il numero uno. Dovrà competere, diciamo noi, con il nascente (operativo quest’estate) Capo d’Orlando, con Licata (Marina di Cala del Sole) e Marina di Ragusa, oltre che con il bel Portorosa dalla storia tormentata. Ombra, ingegnere, non sembra necessiti di progettisti. Si parla di Progetto Myr, la sua stessa ditta. Un po’ accentratore, ma certo un esempio per tantissimi giovani. E’ anche nato ricco, ma pare proprio che se lo sia meriti… Il progetto del porto procede e coinvolge sempre più glki stessi cittadini marsalesi e …gli “onorevoli” più illuminati.
Germano Scargiali
Nota. Gli altri due Hub porti turistici della Sicilia sono Marina di Ragusa e Sant’Agata di Militello. Il terzo è Marsala. Dei tre solo quello di Ragusa è già definito al 100% e pienamente operativo. Solo il porto di Sant’Agata può definirsi pienamente un porto pubblico, per quanto i pontili “a diporto”, alcuni già operanti da anni a struttura provvisoria verranno affidati a ditte private.
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