La morale tradizionale è un reato?

Caroline Farrow. I discorsi sul gender si sono rarefatti, ma la persecuzione continua.

La direttrice di CitizenGO per il Regno Unito e l’Irlanda – Caroline Farrow – rischia di finire in prigione per aver affermato la pura e semplice verità biologica su uomini e donne.

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CitizenGO è un gruppo di sostegno conservatore fondato a Madrid, in Spagna, nel 2013 da HazteOir (una asociación española de extrema derecha​​​​​ de corte ultracatólico y conservador, fundada por Ignacio Arsuaga en febrero de 2001. Ha sede al Paseo de la Habana 200 ). La fondazione promuove petizioni in 50 paesi, comprese le petizioni per la difesa di cause cristiane e cattoliche e quelle che si oppongono al matrimonio omosessuale, all’aborto e all’eutanasia. Veemente la battaglia condotta di recente in Italia: “Mantenete il Crocefisso nelle scuole“.

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La libertà di pensiero trova un limite quando si esprime in modo contrario all’ideologia materialista che pur immola tutto sul totem del relativismo etico, ma con evidentissimi limiti nei confronti di chi la manifesta in difesa della religione e la morale tradizionale. Stavamo per dire “la morale di sempre”.

Ecco la “strana storia” che ci perviene per comunicato, che è di dominio pubblico,ma va raccontata a chi non la conosce…

// …Lo scorso marzo Caroline è stata indagata delle forze di polizia del suo paese per aver definito l’intervento di “riassegnazione chirurgica del sesso” su un ragazzo di sedici anni come “castrazione“, come “una forma di abuso di minori” e “mutilazione“.

Susie Green, madre del ragazzo in questione e leader della lobby transgender Mermaids che l’aveva inizialmente accusata, ha poi deciso di abbandonare le accuse. Tuttavia, un altro attivista transgender, Stephanie Hayden, ha deciso di riprendere in mano la causa per assicurarsi che Caroline fosse punita.

Stephanie Hayden, nato come “Anthony George Steven Halliday”, ha precedenti penali che includono percosse con una mazza da golf, reati di falso, frode e violenze sessuali.

Questa persona ha iniziato a prendere di mira Caroline sui social media con una micidiale campagna ingiuriosa, attaccando la sua fede cristiana e rivolgendole minacce, presumibilmente sotto forma di uno scherzo, dicendole di voler andare a giocare a golf a casa sua…

Caroline, che è madre di 5 bambini piccoli, ne è rimasta scioccata, soprattutto perché anche la sua famiglia ha iniziato ha ricevere una serie di minacce da attivisti che avevano scoperto dove vivevano e si erano impossessati dei loro numeri di telefono e dei loro indirizzi e-mail. E così si è difesa apertamente contro queste molestie sul suo account Twitter.

Stephanie Hayden – stando alle parole di Cartoline – si è quindi recato fino all’indirizzo di lei per accusarla personalmente. Pochi giorni dopo, come “promessole”,  l’ha citata in Tribunale (quasi senza darle il tempo per trovare avvocati e preparare una difesa) dove un giudice ha dichiarato che la sua definizione di Hayden come “biologicamente uomo” equivaleva a una molestia, vietandole – secondo l’uso penale anglosassone – di parlare di lui e di “disprezzarlo” in futuro.

Hayden ora sta facendo causa a Caroline per una somma che potrebbe arrivare a 100.000 sterline inglesi (circa 112,000 Euro) e ora sta anche cercando di farla mettere in prigione per oltraggio alla Corte, perché – afferma – Caroline avrebbe violato il divieto del giudice con alcuni commenti generici, che non riguardavano lui, su un forum privato.

Caroline Farrow non è l’unica ‘vittima’ dell’abuso del sistema legale da parte di Stephanie Hayden. Attualmente questa persona sta perseguitando un’altra madre, Kate Scottow, arrestata con accuse sia penali che civili e due donne disabili, Helena Wojtczak e la dott.ssa Louise Moody.

La Scottow è stata arrestata a casa di fronte ai suoi figli, uno dei quali autistico, messa in prigione per sette ore perché cercava prove su Stephanie Hayden e sul suo torbido passato, evidenze di pubblico dominio//.

(By CitizenGO)

Riceviamo e pubblichiamo quanto sopra: ogni giudizio ai lettori. Sottolineiamo solo che – alpeggio – ci troviamo di fronte a reati d’opinione, quelli contro la cui perseguibilità e persecuzione – per altro verso – ci si batte strenuamente da circa 75 anni almeno (o no?). Tuttavia, chi scrive osserva che, legalmente, un fatto è dire che l’intervento chirurgico sui genitali è una castrazione,altro fatto giuridico è affermare che quella eseguita “u un certo individuo” lo sia. I confini fra una libera affermazione ed un reato contro la personalità può essere “di un’incollatura”…

Nota

Altro “caso” di cronaca. “Solo le donne partoriscono”: non lo dite, potrebbero perseguirvi legalmente. Uomo (o donna) avvisato, mezzo salvato! Ecco che cosa accade di questi tempi…

Lynsey McCarthy-Calvert, 45 anni, portavoce di Doula UK , l’associazione no-profit nazionale inglese delle levatrici o assistenti materne che sostengono le donne nella gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, è stata travolta dalle critiche e costretta a dimettersi per aver detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire. La sua colpa? Aver scritto su Facebook, per l’appunto, che “solo le donne partoriscono“. Affermazione inaccettabile e offensiva per gli attivisti per i diritti delle persone trans, che hanno definito il suo linguaggio “assolutamente disgustoso“.

Nota 2

La “ritrattazione” di Christopher Dummitt maggior promotore della teoria del gender.

Christopher Dummitt  è docente di storia canadese alla Trent University di Peterborough (Ontario). Il suo saggio The Mainly Modern: Masculinity in Postwar Canada era diventato un manifesto della cultura gender in Canada, un ordigno culturale tra i tanti per sventrare gli stereotipi di genere.

Da poco è arrivato il “mea culpa: in un lungo articolo pubblicato su Quilette, Dummitt ammette che le posizioni dei suoi oppositori negli anni ’90 erano fondate e che “ci sono davvero due sessi (maschio e femmina), come i biologi hanno sempre affermato sin dagli albori della scienza” (noi diremmo della storia, anzi della preistoria,ndr) mentre “gli ultra progressisti affermeranno che stai negando l’identità di una persona transgender, ovvero stai desiderando un danno ontologico su un altro essere umano”. Oggi, osserva il professore canadese, quelle idee «sono ovunque: nei dibattiti sui diritti dei transessuali e sulla politica da adottare in merito ai trans nello sport». Non solo: affermare che “il sesso è una realtà biologica” equivale a un hate speech.

Nota 3

Più di recente osserviamo che “i discorsi sul gender” si stanno già diradando, per quanto abbiano sempre ed avranno accesi sostenitori che non si accontentano della semplice accettazione culturale della presenza fra noi degli individui omosessuali, né che nulla sia loro precluso nella società civile. Nella generalità dei casi non può dirsi che gli omosessuali siano ammirati come tali. Oggi il dato di gran lunga più frequente è che regni la piena accettazione, o quasi, dell’omosessualità e la condanna degli atteggiamenti persecutori nei confronti degli omosessuali. Da qui a “dilatare il numero dei  sessi” per due, tre quattro e più ancora, ne corre.

E’ invece assolutamente vero (e può ritenersi abbia base scientifica) che molto spesso il genere maschile attui una relazione dialogica con quello femminile, così come il femminile abbia in sé anche elementi imprescindibili di maschilità. Ma questo ha una relazione minima con l’omosessualità. Questa è una presa di posizione abbastanza precisa che di solito si dichiara essere misteriosa nel contenuto, poco chiara, poco nota nella sua “radice”. Ciò avviene “a parole”, essendo la reale opinione personale sul fenomeno coperta da particolare “pruderie” nella comunicazione discorsiva (talk, in inglese). (G.S.)

 

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